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A Viterbo


Oltre agli antichi palazzi, chiese, fontane e quartieri medievali la Città attira molti turisti per la festa di S. Rosa.


Molto suggestivi, nei primi giorni di settembre, sono i festeggiamenti per la  patrona di Viterbo: il  corteo storico con costumi di varie epoche, con il trasporto della Macchina di S. Rosa, torre luminosa alta 30 metri e del peso di 5 tonnellate, che viene trasportata a spalle lungo  le  vie cittadine da un centinaio di" Facchini.
 

Alla periferia di Viterbo, il Santuario della Madonna della Quercia, patrona della città; il borgo di Bagnaia  e  “Villa Lante".


 

a Nord di Viterbo i paesi di:


Torre Alfina con il suo castello, a quindici minuti da Acquapendente.


La spettacolare Civita di Bagnoregio, patrimonio mondiale dell'UNESCO e la Valle dei Calanchi,
il borgo di Bomarzo ed il suo Parco dei Mostri.


Soriano nel Cimino con Palazzo Orsini, varie Fontane e antiche Chiese, il tutto immerso in grandi
boschi.


Tuscania caratteristica per le sue Necropoli Etrusche.


Tarquinia antica città etrusca con spettacolari panorami sulla maremma laziale e sul mar Tirreno

 

 

a Sud di Viterbo


Calcata il paese risorto;


a Caprarola il palazzo Farnese ed il suo parco.


Per conoscere la storia dei Tusci, a Civita Castellana, nella Rocca del Sangallo, ora sede del Museo dell'Agro Falisco, sono raccolti, in ordine cronologico topografico, reperti che documentano la vita, l'arte e la cultura dell'antico popolo italico.


Il piccolo borgo di Faleria che sorge su uno sperone di tufo a picco su profondissime forre con monumenti storici, il castello e le chiese.


Grotte di Castro con palazzo Farnese ed il centro medievale.


Soggiornando a Viterbo è possibile una visita anche a Roma, la Capitale, luogo importante per l’arte e la cultura, ma soprattutto per la nostra fede.
Roma e’ raggiungibile in poco tempo  con mezzi propri o con mezzi pubblici.

 

 

Per un benessere 


Viterbo vanta anche di centri termali rinomati.


“LE TERME DEI PAPI” le cui acque erano ampliamente usate dagli etruschi e poi dai romani.


A testimoniare dell’importanza di queste acque termali anche il fatto che di esse ne parla
Dante nella “Divina Commedia: “nel verso tratto dal canto dell’inferno: “Quale del Bulicame
esce ruscello che parton poi tra lor le peccatrici …”.


Michelangelo Buonarotti che tra il 1496 e il 1536 passando da Viterbo fu colpito dalla bellezza delle Terme e ne fece due disegni a penna ancora oggi conservati nel museo di Lille in Francia.